A Recco arriva la scorribanda! Nell’ambito dell’attività di promozione del Consorzio Recco gastronomica, e in particolare della serie di manifestazioni «I gusti giusti-Recco città del gusto», sta per andare in scena il secondo degli eventi annuali programmati. E dopo «Golosissima», che ha vivacizzato il mese di maggio con vari appuntamenti gastronomici nei singoli ristoranti, tutto è pronto per varare l’ultima novità, la «Scorribanda gastronomica», prevista per l’8 di agosto, alle 8 in punto della sera. Ogni ristorante proporrà una sola portata (antipasto, primo, secondo o dolce) con un calice di vino abbinato, a un prezzo predeterminato (minimo 6, massimo 12 euro tutto compreso). Il cliente – spiega Daniela Bernini, di Dimensione Riviera che ha messo a punto il progetto – potrà decidere autonomamente di «farsi» il menù della serata in base al locale e al piatto proposto che più lo convince mangiando così nella stessa sera più piatti in più ristoranti. Nella piazza del Comune, inoltre, al gazebo «Scorribanda point» si potranno avere tutte le informazioni oltre a pre-acquistare i coupon (da 2 euro ciascuno) in base ai piatti scelti, per una spesa minima di 20 euro e due piatti consumati in due ristoranti diversi. Ad ognuno dei golosi andrà la spilla con lo «Smile», identificativo dei partecipanti all’evento. Un trenino (gratuito) trasporterà alle mete di Scorribanda: i ristoranti La Villetta, Ai Pesci Vivi, La Baracchetta di Biagio, Alfredo, Lino, Da Vittorio, Manuelina, Focacceria e Vitturin.

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Facce d’angelo, ma cuore di pietra. Tre ragazzine fra i 16 e i 17 anni, tutte italiane e incensurate, non si sono fatte scrupoli nell’aggredire, rapinare e ferire con un taglierino una giovane mamma di 28 anni. È successo nel piazzale di Porta Ludovica l’altro ieri, nel tardo pomeriggio. Quando la donna è stata avvicinata dalle tre minorenni, ha pensato fosse uno scherzo innocente di tre adolescenti per bene, normali, come tante altre. Impressione sbagliata. La baby gang in rosa l’ha colpita al braccio con un fendente e poi le ha sottratto il portafogli e il cellulare. Per fortuna una pattuglia dei vigili urbani è riuscita a intercettare le rapinatrici poco dopo. Inutile il tentativo di liberarsi dell’arma. Gli agenti le hanno bloccate, quindi è scattata la denuncia in stato di libertà. Il vicesindaco Riccardo De Corato si è detto preoccupato dal fenomeno «bullismo»: «Credevamo che la violenza del branco fosse prerogativa dei maschi. Ma sbagliavamo».

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C’è Milena, che scappa dalla famiglia e che sedotta dall’estetica del fascismo diventa ausiliaria nella repubblica sociale; c’è Anita, la giovane partigiana, c’è Zaira, la levatrice che si trova a comporre anche i morti; e poi ancora la ricca signora borghese e la contadina-operaia; e c’è infine Irene, la ragazza strana, quella che tutti giudicano un po’ matta e che si porta dentro un oscuro passato. Tutte storie diverse, ma unite dal filo rosso del sangue, della fame e delle atrocità del secondo conflitto mondiale. Questo il cuore di «Donne in guerra», spettacolo-evento a bordo del trenino di Casella in scena dal 17 luglio al 2 agosto, prodotto dal Teatro Cargo ed organizzato dalla Provincia di Genova, dalla Fondazione Carige e con il sostegno di Compagnia San Paolo, Coopsette e Regione Liguria; regia di Laura Sicignano. Il racconto dell’ «altra» guerra, quella delle donne rimaste a casa, che lottavano per il cibo, che partorivano nel fango, che offrivano in sacrificio la loro stessa vita, ma sempre con dignità e con coraggio; una guerra lontana dal fronte, ma non meno spietata di quella che là combattevano mariti e figli. Set del tutto particolare quello del trenino che da Piazza Manin si inoltra nell’entroterra genovese, in un paesaggio che offre panorami mozzafiato e che diventa lo sfondo ideale di segreti, passioni, paure. Un viaggio fisico, tra sballottamenti e fischi della locomotiva, in cui gli spettatori rivivono in prima persona quell’estate del ‘44; e un viaggio mentale, un viaggio nella memoria, attraverso i frammenti e i ricordi di chi ha sofferto, perché il nostro passato non venga smarrito.

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Molte città europee, tra cui Torino, Parigi, Londra, Berlino, possiedono importanti musei egizi, ma solo Roma può vantare una quantità impressionante di reperti egizi ed egittizzanti collocati nelle strade e nelle piazze cittadine. In effetti la moda dell’Egitto nacque proprio qui quando i Romani, con la sconfitta di Antonio e Cleopatra (battaglia di Azio del 31 a.C.), entrarono in contatto diretto con la sua civiltà plurimillenaria. I rapporti e gli scambi culturali, religiosi e artistici, che si instaurarono tra il mondo egizio e quello romano dall’antichità fino al Settecento, sono il tema della mostra La lupa e la sfinge. Roma e l’Egitto dalla storia al mito, ospitata a Castel Sant’Angelo fino al 9 novembre. La sede appare quanto mai appropriata, perché il castello nasce come mausoleo di Adriano, l’imperatore che a Villa Adriana ha ricostruito un angolo dell’Egitto, il celebre Canopo, dove il suo favorito Antinoo trovò la morte gettandosi nel Nilo. Ed è proprio l’immagine di Antinoo, nelle vesti del dio Osiride, ad accogliere i visitatori. Quanto alla lupa e alla sfinge, animali simbolici delle due civiltà, sono ben visibili nelle statue del Tevere e del Nilo, pure provenienti da Villa Adriana, non dissimili da quelle collocate ai lati della dea Roma nella fontana del Palazzo Senatorio sul Campidoglio.Tra i reperti più interessanti vi è la cosiddetta Mensa Isiaca (dal Museo Egizio di Torino), scoperta a Roma, dove gli eruditi del Cinquecento studiavano la mitologia egiziana, e in particolare di Iside, il cui culto misterico si riallaccia alla tradizione ermetica che vede nella divinità l’Uno e il Tutto.

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Cosa mangiare d’estate, quando si muore dal caldo? Crostata di carote, macedonia al croccante, insalata di finocchi e agrumi, frullato giallo e verde, tartine integrali alla frutta. Ecco alcune ricette di «Cucinare con i bambini», una serie di proposte sane e genuine da realizzare in famiglia che chiudono la stagione 2007-2008 dedicata all’educazione alimentare proposta dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Lombardia. Una serie di iniziative che ha avuto come obiettivo principale quello di favorire l’adozione di corretti comportamenti nutrizionali attraverso la conoscenza e il consumo di prodotti agro-alimentari di qualità, ottenuti nel rispetto dell’ambiente o legati alla tradizione del territorio rurale. «Fattorie didattiche, visite guidate negli ortomercati, volumi informativi mirati alla sensibilizzazione del consumo di frutta e verdura. E ancora – ricorda Luca Ferazzi, assessore regionale all’Agricoltura – corsi formativi per gli insegnanti, momenti di informazione nelle scuole, giochi tradizionali ed interattivi, concorsi e iniziative che hanno avuto come obiettivo la promozione di una corretta alimentazione». «Il dettaglio delle ricette – spiega Giuliana Cornelio, dirigente dell’assessorato – è a disposizione sul sito www.buonalombardia.it, nella sezione dedicata all’educazione alimentare». Il sito buonalombardia.it illustra anche una serie di proposte, come quella delle fattorie didattiche o del «food and tour», interessanti soprattutto per chi vuole trascorrere una bella giornata all’aria aperta durante il periodo delle vacanze.

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Luglio 12, 2008

Luglio 12, 2008

È stato ritrovato il corpo del 18enne Angelo Bondatti, il coraggioso studente scomparso in mare martedì scorso a San Felice Circeo mentre tentava di salvare la vita a due ragazzini in balia delle onde. Il corpo è riaffiorato in località Quarto Caldo, poco lontano dal punto in cui il giovane di Ferentino si era tuffato. Il ritrovamento è stato effettuato da squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco.

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Trent’anni in una notte. Pino Daniele festeggia stasera la ricorrenza con un grande evento all’ippodromo delle Capannelle. Per celebrare degnamente i primi trent’anni di carriera musicale, l’artista napoletano ha riunito tre storiche band, che si alterneranno sul palco al suo fianco. Ciò vuol dire che i fortunati spettatori del «Vai mo’ 2008 live» si troveranno al cospetto di musicisti a dir poco eccellenti.La band di Vai mo’, album del 1981, con Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al contrabbasso e Joe Amoruso alle tastiere; la band di Nero a metà, con Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo alle tastiere e Gigi De Rienzo al basso; i musicisti che lo accompagnano oggi, ovvero Alfredo Golino alla batteria, Gianluca Podio al piano, Mat Garrison al basso, Fabio Massimo Colasanti allo ztar e Juan Carlos Albelo al violino e all’armonica.Una corposa anteprima dello spettacolo di stasera è stata trasmessa pochi giorni fa in televisione, con la diretta del grande concerto di piazza Plebiscito, a Napoli. Cinquantamila persone accorse per vedere Pino Daniele e i suoi ospiti: sul palco si sono alternati gli Avion Travel, Giorgia, Irene Grandi, Chiara Civello e Gigi D’Alessio, coperto da un mare di fischi. A Roma non ci saranno, ma chi vuole può ascoltare le loro voci sul triplo cofanetto Ricomincio da 30: una ricca raccolta di successi (sono circa 50 brani), per metà in versione originale e per metà riarrangiati.

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da RomaLa Robin Hood Tax non cambia. Lo dice a chiare lettere Giulio Tremonti a Bruxelles al termine dell’Ecofin. «La struttura della tassa resta invariata». Ed a proposito del giallo innescato l’altra sera per le dichiarazioni di Gianfranco Conte (il presidente della Commissione Bilancio della Camera aveva ventilato l’ipotesi di un ritiro), il ministro dell’Economia precisa: «È stato un episodio isolato. Ho ricevuto le scuse».E spiega che le uniche modifiche all’impianto potrebbero riguardare una conferma o meno «delle royalties che incrociano gli interessi della Basilicata». Secondo una bozza di emendamento, le imprese che producono energia utilizzando fonti rinnovabili verrebbero esentate dall’Ires al 33% ed il maggior gettito della Robin Tax sulle banche finirà direttamente nel Fondo di solidarietà, lo stesso nel quale l’Eni ha versato 200 milioni. Una scelta, quella dell’Eni, che in parte compensa il minor flusso di risorse destinate al Fondo nel 2009, determinato dalle modifiche parlamentari alla Robin Tax. Nel complesso, le modifiche alla tassa comporteranno un rallentamento del flusso verso il Fondo di 300 milioni; dei quali 200 a novembre. Questi 200 sarebbero stati sostituiti dalla scelta autonoma dell’Eni, il resto potrebbero arrivare da altri interventi. «La scelta dell’Eni non rimarrà isolata», anticipa Tremonti. Al Fondo, infatti, potranno confluire risorse anche non pubbliche.

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