Kirghizistan, precipita un aereo con 123 persone a bordo
Agosto 26, 2008
A pochi giorni dalla tragedia in Spagna, un Boeing 737 della Itek Air si è schiantato subito dopo il decollo dall’aeroporto di Manas, a Bishkek, capitale del Kirghizistan. «Sta bruciando e al suo interno vi sono più di 100 persone», ha detto un funzionario dell´aviazione della repubblica centroasiatica ex sovietica, Alexandr Axionov. Il ministro dell’Emergenza del Kirghizistan, Kamchibek Tashiyev, ha spiegato che l’aereo è precipitato a cinque chilometri dall’aeroporto di Manas, nei pressi del villaggio di Dzhangi-Dzher. L’aeroporto di Manas è situato a 30 chilometri della capitale, Bishkek.
La Itek Air fa parte della lista di compagnie aeree bandite dall’Unione europea in base agli standard di sicurezza. Secondo una fonte del ministero kirghizo per le situazioni d’ emergenza, a bordo dell’aereo, con destinazione Iran, c´erano 121 persone, aggiungendo che per il momento i superstiti sarebbero 23 (quindi le vittime 98).
I militari della vicina base aerea statunitense, intanto, hanno prestato il loro aiuto ai soccorritori con pompieri e personale medico, secondo quanto dichiarato da un responsabile della base.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78330
Restituiamo la dignità a Domenico Riso – Interni
Agosto 24, 2008
Pubblichiamo questa riflessione sulla vicenda dello steward siciliano Domenico Riso, morto con il suo compagno e il figlio di quest’ultimo, nell’incidente aereo avvenuto nei giorni scorsi a MadridRestituiamo dignità a Domenico Riso.Il dolore per la scomparsa di un giovane uomo in modo cosi assurdo richiede sempre il massimo rispetto e la capacità di fare un passo indietro, di coltivare il silenzio come atteggiamento adeguato e rispettoso. Ci abbiamo provato per due giorni e abbiamo mantenuto, nonostante la drammaticità dell’accaduto, l’adeguata distanza di chi non è in prima persona coinvolto.Ma i servizi tv e la rassegna stampa di ieri e di oggi ci hanno ancora una volta indignato.La vita di Domenico Riso è stata avvolta da una cortina fumogena tragicamente ridicola, e ci siamo chieste e chiesti, quando in questo paese si avrà il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome? Quando un gay siciliano che è emigrato, si è costruito una vita nuova, una propria famiglia, potrà ottenere il rispetto dovuto almeno dopo morto? E’ possibile che la sua famiglia completamente distrutta in un tragico incidente non sia uccisa una seconda volta dall’ipocrisia, dall’omissione, dal perbenismo? E’ dovere per chi dovrebbe informare correttamente, dare conto di una storia che purtroppo è stata bruscamente interrotta, e che propone una riflessione ampia sulla condizione di milioni di gay e lesbiche in questo paese.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78292
Hua Guofeng, primo successore di Mao Zedong alla testa del Partito Comunista Cinese, è morto mercoledì a Pechino, in pieno svolgimento delle Olimpiadi. Aveva 87 anni. Fu indicato come suo successore direttamente da Mao, il fondatore della Repubblica Popolare Cinese, nel 1976. Il leader, già gravemente malato, avrebbe detto a Hua: «Con te al timone, mi sento tranquillo». Con Hua scompare l’ultimo esponente di rilievo della generazione protagonista della rivoluzione che portò al potere i comunisti nel 1949, dopo la resistenza contro l’invasione giapponese e la guerra civile con i nazionalisti guidati dal «generalissimo» Chiang Kai-shek. Alla morte di Mao, le principali fazioni comuniste erano quella dei riformisti, guidata da Deng Xiaoping e quella estremista guidata dalla moglie del ‘Grande Timoniere’, Jiang Qiang e dai suoi alleati della cosiddetta «banda dei quattro». Nel 1977 Hua fu eletto segretario generale del Partito ma non riuscì ad imporre una tregua tra le fazioni in lotta. Un anno dopo Deng prevalse sui «quattro» e Hua accettò l’esito della battaglia, decretando l’arresto di Jiang Qing e dei suoi principali alleati. Hua, che veniva chiamato ‘il saggio leader’dalla stampa comunista, fu messo da parte per far posto agli uomini di Deng Xiaoping, che installò prima Hu Yaobang e poi Zhao Ziyang alla testa del Partito, dando il via alla stagione di riforme che ha fatto della Cina una potenza economica e, in prospettiva, politica globale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78217
Lavoro, scivola in dirupo. Muore giovane operaio – Interni
Agosto 24, 2008
Incidente mortale sul lavoro in un bosco di Gallicano, in località La fredda, vicino Lucca. Un marocchino di 25 anni che stava raccogliendo la legna è scivolato ed è caduto, dopo un volo di alcune decine di metri, in un dirupo, perdendo la vita sul colpo a causa delle gravi ferite riportate alla testa. Secondo i primi accertamenti, pare che stesse lavorando senza alcuna dotazione di sicurezza ed i carabinieri di Gallicano indagano per risalire alla sua identità, ma soprattutto per stabilire se avesse un regolare permesso disoggiorno e se fosse stato regolarmente assunto ed assicurato.Se così non fosse l’uomo per il quale il marocchino, assieme ad altri due connazionali, stava lavorando alla raccolta del legname, rischierebbe l’accusa di omicidio colposo; sul posto anche personale della Asl 2 di Lucca che ha effettuato un sopralluogo. Complicato il recupero del corpo dell’extracomunitario tanto che, in un primo momento, si è pensato di chiedere l’intervento dell’elicottero Pegaso 3, ma l’ipotesi è stata scartata per l’impossibilità di raggiungere il punto esatto dove è avvenuta la disgrazia. Sono quindi intervenuti gli uomini del soccorso alpino di Lucca che si sono calati nel dirupo dove hanno imbracato la salma e poi hanno approntato una teleferica per portarla a valle.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78220
La Vecchia Europa – Olimpiadi
Agosto 24, 2008
I cento metri sono stati affare americano fra gli uomini (tutti i finalisti lo erano, con maggioranza del Caribe) e giamaicano fra le donne. Il mezzofondo è un regolamento di conti africano, fra keniani e etiopi veri e keniani e etiopi arabizzati con i soldi dei sultani e degli sceicchi. S´inserisce l´Africa mediterranea. Nei concorsi (salti, lanci) domina la scuola slava, polverizzata in molte bandiere, e sempre di più. In queste discipline s´affaccia ogni tanto un greco, un rumeno, mentre fa scena muta la ‘vecchia’ Europa: è sparita. Nei primi tre giorni di atletica leggera, che è pur sempre la disciplina più probante, diffusa in tutto il mondo, Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania hanno prodotto solo un misero argento, grazie ad un algerino naturalizzato francese, nei 3 mila siepi e con somma sorpresa. Anche la ‘nuova’ Spagna è spettatrice.
Il salto in lungo maschile di ieri sera è stato esemplare: si è vinto con misure modestissime, le più basse da 36 anni. La specialità è tornata agli anni settanta, forse più indietro ancora. E nemmeno questo viaggio a ritroso ha incontrato gli Stati suddetti. L´Italia è un pianto, e si sapeva, aggrappata alle prove estreme (maratona, marcia). Ma le altre attraversano la stessa crisi: gli inglese hanno tradizione nel mezzofondo, dove hanno mostrato atleti di classe immensa (Owett, Coen, Cram), la Francia, ma anche gli stessi britannici – con la ‘riserva’ coloniale – hanno avuto velocisti di rango, e José Marie Perec (a metà degli anni novanta) fu l´ultima atleta capace di avvicinare i tempi proibiti e posticci delle varie Koch, Kratochvilova.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78191
Afghanistan, strage di bambini. Hamid Karzai: «Un martirio»
Agosto 24, 2008
«Martirio». Così il presidente afghano, Hamid Karzai, ha condannato l’uccisione dei 76 civili, 50 dei quali bambini, in un bombardamento della coalizione internazionale a guida Usa nella provincia occidentale di Herat, parlando appunto di vero e proprio «martirio», mentre da parte sua la coalizione (Enduring Freedom), che finora ha negato la morte di civili, parlando solo dell´uccisione di «30 insorti», ha reso noto di aver aperto un’inchiesta sull´accaduto. Karzai in un comunicato ha parlato del «martirio di più di 70 innocenti, per lo più donne e bambini», mentre il ministero dell’interno afghano ha specificato che delle 76 vittime 50 erano bambini di meno di 15 anni, 19 donne e sette uomini. Le fonti indipendenti che hanno comunicato il bilancio dell’ attacco della coalizione nel distretto di Shindand, fatto proprio dal governo di Kabul, non sono state ancora confermate ufficialmente e la zona colpita è remota e di difficile acceso. Il ministero dell’interno ha comunque inviato una delegazione sul posto per un sopralluogo nell’ambito dell’inchiesta. Secondo la coalizione americana, i combattimenti sarebbero costati la vita soltanto a 30 militanti, tra cui un leader talebano. Funzionari Usa hanno anche fatto sapere che tale cifra è stata ottenuta dal sopralluogo eseguito da soldati statunitensi e afghani sul terreno una volta conclusi i combattimenti. «Tutte le accuse concernenti vittime civili – recita un comunicato di Enduring Freedom – sono state prese molto sul serio.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78298
Afghanistan, Peace Report: morti 30 civili in raid aereo Nato
Agosto 24, 2008
Soldati della Nato continuano a morire in Afghanistan. Ma, oltre alla pressione dei talebani sulle zone centrali del Paese che si è intensificata, sembra che c´entri anche il «fuoco amico», che pochi giorni fa avrebbe ucciso anche alcuni dei 10 militari caduti in un´imboscata.
Tre militari polacchi sono stati coinvolti nell´esplosione di una mina piazzata sul ciglio della strada nella provincia di Ghazni, nel sud del Paese, e altrettanti soldati canadesi sono morti, nel distretto di Zhari, sempre nel sud, nel corso di una missione di ricognizione.
Secondo una fonte di PeaceReporter, però, in un raid aereo della Nato mercoledì sono rimasti uccisi decine di civili, oltre i trenta presunti talebani. Le operazioni, condotte nella provincia di Laghman, circa 80 chilometri a est di Kabul, hanno provocato, in due attacchi separati, la morte di 23 persone e il ferimento di altre 14. Tutti civili. Un aereo della coalizione ha colpito e distrutto un edificio nel villaggio di Bad Pesh, all’interno del quale si stava organizzando una festa di matrimonio: 19 morti, 14 feriti. Nell’altro raid aereo, sempre mercoledì, altri quattro civili uccisi. A quanto pare, anche in questo caso si trattava di una festa di matrimonio, scambiata probabilmente per un raduno di guerriglieri. Un portavoce del comando Usa ha, tuttavia, riferito di non essere in possesso di dati circa la morte di non combattenti.
Già in passato, il problema delle uccisioni di civili provocate dalle forze della coalizione, ha portato a una rottura tra Kabul e i paesi occidentali coinvolti nelle operazioni militari.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78253
«Guardate questa città, fino a dieci anni fa il mare se l’era dimenticato. Oggi ripartiamo da qui». Renzo Piano si affaccia dalle vetrate della chiatta appena inaugurata che ospita l’Urban Lab, guarda verso il porto e gira lo sguardo anche verso il centro storico. Unica nota stonata la sopraelevata che taglia le facciate dei palazzi, «dovremo tenercela ancora un po’, ma è il male minore». Renzo Piano dopo la bocciatura del Waterfront, guarda avanti, ai progetti di Urban Lab, a questo nuovo filo conduttore nato dal lavoro comune di Autorità Portuale e Comune di Genova. La pianificazione urbanistica della città nascerà su questo barcone davanti al Museo del mare e della navigazione, un unico contenitore da dove verranno prese le scelte strategiche della Genova del futuro. Tante le iniziative sul piatto, con le grandi idee al centro, come l’aeroporto sul mare, e i cinquanta piccoli progetti per la Genova di domani, come la metropolitana di superfice. «Chiudiamo un primo anno di lavoro- racconta l’architetto-consulente Piano-. Ora è fondamentale arrivare ad un momento di sintesi per strutturare tutto quello che è stato messo sul piatto». Urbanistica ed architettura dovrebbero coniugarsi. Non più due diversi modi di vedere e lavorare, ma integrati per definire un prodotto unico. «Urban Lab significa anche musica, tempo libero come testimonia il nome che abbiamo dato al cartellone estivo della città – ricorda il sindaco Marta Vincenzi che ha annunciato la candidatura di Genova per uno stand all’expo di Shanghai 2010 -.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280261
A Fiera Milano tutta Mmh
Agosto 1, 2008
Fiera Milano ha acquisito la totalità di Media management holding, società specializzata nella pubblicazione di annuari e riviste per il settore del real estate. Mmh è infatti proprietaria delle testate RE Real Estate, RE Real Estate Europe e Guida Medhit. Il corrispettivo per l’acquisizione è stato suddiviso in una quota di 6 milioni e in due quote, da calcolarsi sulla base del margine operativo lordo conseguito negli anni 2008 e 2009.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280142