Da Rho al pop britannico: la favola di Cristina Donà
Luglio 10, 2008
Buona parte della musica inglese degli ultimi trentacinque anni è passata per le sue mani e lui, da viaggiatore inesausto tra armonie e stili, ha sempre saputo creare una sintesi personale, capace di attirare i consensi del pubblico da classifica, così come quello dal palato «indie», della critica con il sopracciglio alzato, ma anche di quella meno rigida. Paul Weller è, insomma, un perfetto animale da musica e non stupisce, dunque, vederlo sfornare album a getto continuo. L’ultimo – 22 Dreams, il nono da solista – ha festeggiato il suo cinquantesimo compleanno ed è entrato al primo posto nel Regno Unito. Dove, nemmeno da dire, Weller (il «modfather», come lo chiamano da quelle parti, alludendo al suo ruolo di guru della generazione mod sul finire dei Settanta) è pressoché un’istituzione. Qui in Italia, l’ex Jam ed ex-Style Council è seguito da un popolo agguerrito e fedele, che sicuramente non mancherà di fare sentire la propria presenza a Villa Arconati di Castellazzo di Bollate, questa sera, nell’unico concerto italiano del proprio idolo. Nella cornice seicentesca della villa alla periferia nord di Milano (il Festival ha preso il via il 27 giugno con il versatile cantautore romano Daniele Silvestri), Paul Weller porterà un repertorio variegato, per lo più incentrato sull’ultima fatica discografica e sulle più recenti creazioni da solista, senza dimenticare, sperano i fan, qualche nostalgico balzo all’indietro, all’era Jam: All Mod Cons resta una pietra miliare in piena stagione punk e degli Style Council resta indimenticabile Cafè Bleu con Mick Talbot.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274828