Panorama Ultimissime Istat: un’impresa su 4 batte crisi
Luglio 6, 2009
Istat: un’impresa su 4 batte crisi Istat: un’impresa su 4 batte crisi 2009-05-26 12:33:00(ANSA) – ROMA, 26 MAG – Nonostante la crisi e l’andamento negativo dell’export, alcuni segmenti di imprese hanno messo a segno risultati positivi.
Nel primo bimestre 2009 piu’ di una impresa esportatrice su 4 (circa 6.500 imprese) ha registrato incrementi delle vendite all’estero, rispetto al 2008.
Lo afferma l’ultimo rapporto annuale dell’Istat.Ma, a causa della crisi,i disoccupati crescono di piu’ degli occupati.A battere la crisi sono le micro-imprese, con meno di 10 addetti (33,6%).
Fonte:
http://www.panorama.it/home/articolo/idAA020001452839?template=templateSky
Franceschini ha avallato le palesi falsità di Delanoë
Luglio 6, 2009
Chi lo ha confezionato (o anche solo avallato) non ha infatti avuto nemmeno la sinistra fortuna di vederselo scoppiare in mano, ma se lo è visto sciogliere addosso sotto forma di un’impresentabile poltiglia.
Il risultato di queste deflagranti operazioni-boomerang è che il governo di centro-destra se ne faceva un baffo (infatti a ogni elezione ha aumentato i consensi fino ad arrivare alle attuali percentuali imbarazzanti di intenzioni di voto) mentre era l’immagine dell’Italia all’estero che ne usciva a pezzi, come quando i grandi media italiani, senza nemmeno arrossire, pur essendone anch’essi coinvolti, pubblicavano delle classifiche farlocche, allestite da giornalisti italiani, che mettevano i media del nostro paese dopo quelli del Burkina Faso come libertà di cui essi godevano.
Bertrand Delanoë, sindaco di Parigi, città gemellata con Roma, dice che «non possono più esserci gli stessi rapporti che c’erano ai tempi di Rutelli e Veltroni perché il nuovo sindaco Alemanno ha esordito con i saluti fascisti».
Finalmente, una reazione virile (ma non di Franceschini) da parte di un Paese che non è più disposto a farsi mettere i piedi in faccia.
Fonte:
http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?id=1602862&codiciTestate=1
La Vecchia Europa – Olimpiadi
Agosto 24, 2008
I cento metri sono stati affare americano fra gli uomini (tutti i finalisti lo erano, con maggioranza del Caribe) e giamaicano fra le donne. Il mezzofondo è un regolamento di conti africano, fra keniani e etiopi veri e keniani e etiopi arabizzati con i soldi dei sultani e degli sceicchi. S´inserisce l´Africa mediterranea. Nei concorsi (salti, lanci) domina la scuola slava, polverizzata in molte bandiere, e sempre di più. In queste discipline s´affaccia ogni tanto un greco, un rumeno, mentre fa scena muta la ‘vecchia’ Europa: è sparita. Nei primi tre giorni di atletica leggera, che è pur sempre la disciplina più probante, diffusa in tutto il mondo, Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania hanno prodotto solo un misero argento, grazie ad un algerino naturalizzato francese, nei 3 mila siepi e con somma sorpresa. Anche la ‘nuova’ Spagna è spettatrice.
Il salto in lungo maschile di ieri sera è stato esemplare: si è vinto con misure modestissime, le più basse da 36 anni. La specialità è tornata agli anni settanta, forse più indietro ancora. E nemmeno questo viaggio a ritroso ha incontrato gli Stati suddetti. L´Italia è un pianto, e si sapeva, aggrappata alle prove estreme (maratona, marcia). Ma le altre attraversano la stessa crisi: gli inglese hanno tradizione nel mezzofondo, dove hanno mostrato atleti di classe immensa (Owett, Coen, Cram), la Francia, ma anche gli stessi britannici – con la ‘riserva’ coloniale – hanno avuto velocisti di rango, e José Marie Perec (a metà degli anni novanta) fu l´ultima atleta capace di avvicinare i tempi proibiti e posticci delle varie Koch, Kratochvilova.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78191