Tre turisti italiani, due donne e un uomo, sono morti in un incidente stradale in Egitto. Lo ha confermato la Farnesina. L’incidente è avvenuto a Dahab nella penisola del Sinai. Il ministero degli Esteri precisa che altri tre connazionali sono rimasti feriti e sono stati trasportati dall’ospedale di Dahab ad un ospedale attrezzato di Sharm el-Sheik, dove è stato ricoverato anche l’autista egiziano. I sei viaggiavano a bordo di una jeep ed erano di ritorno da un’immersione nelle acque di Dahab, nella penisola del Sinai a bordo di una jeep che è uscita di strada a forte velocità e si è schiantata contro un muretto. Il console italiano a Sharm el-Sheik ha disposto l’invio di un funzionario dell’ambasciata italiana al Cairo per seguire la vicenda.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78967

Incidente mortale sul lavoro in un bosco di Gallicano, in località La fredda, vicino Lucca. Un marocchino di 25 anni che stava raccogliendo la legna è scivolato ed è caduto, dopo un volo di alcune decine di metri, in un dirupo, perdendo la vita sul colpo a causa delle gravi ferite riportate alla testa. Secondo i primi accertamenti, pare che stesse lavorando senza alcuna dotazione di sicurezza ed i carabinieri di Gallicano indagano per risalire alla sua identità, ma soprattutto per stabilire se avesse un regolare permesso disoggiorno e se fosse stato regolarmente assunto ed assicurato.Se così non fosse l’uomo per il quale il marocchino, assieme ad altri due connazionali, stava lavorando alla raccolta del legname, rischierebbe l’accusa di omicidio colposo; sul posto anche personale della Asl 2 di Lucca che ha effettuato un sopralluogo. Complicato il recupero del corpo dell’extracomunitario tanto che, in un primo momento, si è pensato di chiedere l’intervento dell’elicottero Pegaso 3, ma l’ipotesi è stata scartata per l’impossibilità di raggiungere il punto esatto dove è avvenuta la disgrazia. Sono quindi intervenuti gli uomini del soccorso alpino di Lucca che si sono calati nel dirupo dove hanno imbracato la salma e poi hanno approntato una teleferica per portarla a valle.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78220

«Martirio». Così il presidente afghano, Hamid Karzai, ha condannato l’uccisione dei 76 civili, 50 dei quali bambini, in un bombardamento della coalizione internazionale a guida Usa nella provincia occidentale di Herat, parlando appunto di vero e proprio «martirio», mentre da parte sua la coalizione (Enduring Freedom), che finora ha negato la morte di civili, parlando solo dell´uccisione di «30 insorti», ha reso noto di aver aperto un’inchiesta sull´accaduto. Karzai in un comunicato ha parlato del «martirio di più di 70 innocenti, per lo più donne e bambini», mentre il ministero dell’interno afghano ha specificato che delle 76 vittime 50 erano bambini di meno di 15 anni, 19 donne e sette uomini. Le fonti indipendenti che hanno comunicato il bilancio dell’ attacco della coalizione nel distretto di Shindand, fatto proprio dal governo di Kabul, non sono state ancora confermate ufficialmente e la zona colpita è remota e di difficile acceso. Il ministero dell’interno ha comunque inviato una delegazione sul posto per un sopralluogo nell’ambito dell’inchiesta. Secondo la coalizione americana, i combattimenti sarebbero costati la vita soltanto a 30 militanti, tra cui un leader talebano. Funzionari Usa hanno anche fatto sapere che tale cifra è stata ottenuta dal sopralluogo eseguito da soldati statunitensi e afghani sul terreno una volta conclusi i combattimenti. «Tutte le accuse concernenti vittime civili – recita un comunicato di Enduring Freedom – sono state prese molto sul serio.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78298

«Guardate questa città, fino a dieci anni fa il mare se l’era dimenticato. Oggi ripartiamo da qui». Renzo Piano si affaccia dalle vetrate della chiatta appena inaugurata che ospita l’Urban Lab, guarda verso il porto e gira lo sguardo anche verso il centro storico. Unica nota stonata la sopraelevata che taglia le facciate dei palazzi, «dovremo tenercela ancora un po’, ma è il male minore». Renzo Piano dopo la bocciatura del Waterfront, guarda avanti, ai progetti di Urban Lab, a questo nuovo filo conduttore nato dal lavoro comune di Autorità Portuale e Comune di Genova. La pianificazione urbanistica della città nascerà su questo barcone davanti al Museo del mare e della navigazione, un unico contenitore da dove verranno prese le scelte strategiche della Genova del futuro. Tante le iniziative sul piatto, con le grandi idee al centro, come l’aeroporto sul mare, e i cinquanta piccoli progetti per la Genova di domani, come la metropolitana di superfice. «Chiudiamo un primo anno di lavoro- racconta l’architetto-consulente Piano-. Ora è fondamentale arrivare ad un momento di sintesi per strutturare tutto quello che è stato messo sul piatto». Urbanistica ed architettura dovrebbero coniugarsi. Non più due diversi modi di vedere e lavorare, ma integrati per definire un prodotto unico. «Urban Lab significa anche musica, tempo libero come testimonia il nome che abbiamo dato al cartellone estivo della città – ricorda il sindaco Marta Vincenzi che ha annunciato la candidatura di Genova per uno stand all’expo di Shanghai 2010 -.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280261

Facce d’angelo, ma cuore di pietra. Tre ragazzine fra i 16 e i 17 anni, tutte italiane e incensurate, non si sono fatte scrupoli nell’aggredire, rapinare e ferire con un taglierino una giovane mamma di 28 anni. È successo nel piazzale di Porta Ludovica l’altro ieri, nel tardo pomeriggio. Quando la donna è stata avvicinata dalle tre minorenni, ha pensato fosse uno scherzo innocente di tre adolescenti per bene, normali, come tante altre. Impressione sbagliata. La baby gang in rosa l’ha colpita al braccio con un fendente e poi le ha sottratto il portafogli e il cellulare. Per fortuna una pattuglia dei vigili urbani è riuscita a intercettare le rapinatrici poco dopo. Inutile il tentativo di liberarsi dell’arma. Gli agenti le hanno bloccate, quindi è scattata la denuncia in stato di libertà. Il vicesindaco Riccardo De Corato si è detto preoccupato dal fenomeno «bullismo»: «Credevamo che la violenza del branco fosse prerogativa dei maschi. Ma sbagliavamo».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275566