La Cgil l’aveva detto: il nostro non è un no a prescindere, vogliamo allargare il consenso. Non si poteva firmare un accordo dove né i piloti né gli assistenti di volo avevano detto la loro. E il primo risultato è arrivato. L’Anpav, il principale sindacato autonomo di hostess e steward, si è detta pronta a firmare l’accordo, a patto che ci siano maggiori garanzie sui salari, che dovrebbero rimanere invariati a fronte di un aumento della produttività. Nel frattempo venerdì il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha incontrato una parte dei sindacati dei piloti, ma non sono trapelate notizie riguardo alle possibili novità emerse dall’incontro. Di certo alcuni scenari futuri sono già preclusi. Il ministro dell’Economia Tremonti ha escluso l’ipotesi di nazionalizzazione e il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, ha sottolineato che sarebbe un’ipotesi che verrebbe bocciata dall’Ue, come del resto è aperta la procedura di infrazione per il prestito ponte da 300 milioni di euro del governo Prodi, che Berlusconi ha trasformato in finanziamento a fondo perduto.Il ministro Sacconi intanto continua a ribadire che «l’ipotesi è soltanto una e non ci sono alternative». Insomma, o la Cai o il fallimento. Il ministro ha apprezzato il ripensamento dell’Anpav, e ha voluto anche aggiungere che «nessuno chiede alle altre sigle rese incondizionate, ma bisogna arrendersi all’evidenza che c’è solo una strada percorribile».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79161

da RomaLa Robin Hood Tax non cambia. Lo dice a chiare lettere Giulio Tremonti a Bruxelles al termine dell’Ecofin. «La struttura della tassa resta invariata». Ed a proposito del giallo innescato l’altra sera per le dichiarazioni di Gianfranco Conte (il presidente della Commissione Bilancio della Camera aveva ventilato l’ipotesi di un ritiro), il ministro dell’Economia precisa: «È stato un episodio isolato. Ho ricevuto le scuse».E spiega che le uniche modifiche all’impianto potrebbero riguardare una conferma o meno «delle royalties che incrociano gli interessi della Basilicata». Secondo una bozza di emendamento, le imprese che producono energia utilizzando fonti rinnovabili verrebbero esentate dall’Ires al 33% ed il maggior gettito della Robin Tax sulle banche finirà direttamente nel Fondo di solidarietà, lo stesso nel quale l’Eni ha versato 200 milioni. Una scelta, quella dell’Eni, che in parte compensa il minor flusso di risorse destinate al Fondo nel 2009, determinato dalle modifiche parlamentari alla Robin Tax. Nel complesso, le modifiche alla tassa comporteranno un rallentamento del flusso verso il Fondo di 300 milioni; dei quali 200 a novembre. Questi 200 sarebbero stati sostituiti dalla scelta autonoma dell’Eni, il resto potrebbero arrivare da altri interventi. «La scelta dell’Eni non rimarrà isolata», anticipa Tremonti. Al Fondo, infatti, potranno confluire risorse anche non pubbliche.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274739